Il fondo Ettore Lo Gatto

   

 

"[…] Lettore insigne e professore universitario a Roma e a Napoli, egli ha formato una grande scuola di russisti italiani ed ha continuato a diffondere la conoscenza della letteratura, della cultura e dell'arte russa anche al di fuori dell'ambiente universitario: dagli anni Cinquanta ha tenuto costantemente conferenze radiofoniche, parecchie delle quali sono state poi date alle stampe; ha pubblicato due volumi di 1600 pagine dell'antologia commentata Le più belle pagine della letteratura russa (Milano, 1957); nella sola Enciclopedia Italiana dal 1929 al 1937 ha dedicato agli scrittori russi antichi e moderni più di ottanta articoli, a volte molto ampi e sempre pieni di giudizi e dati precisi e aggiornati.

Lo Gatto si è proposto d'abbracciare tutti i campi della cultura russa e li ha presentati al lettore italiano con rara perizia. Si sono susseguiti i molti volumi della sua Storia della Russia e i libri di storia dell'arte russa, del teatro russo, delle città. È straordinario per completezza dei dati raccolti il libro Russi in Italia dal secolo XVII ad oggi (Roma, 1971), che parla di scrittori, pittori, musicisti ed anche semplici viaggiatori russi. Ha richiamato l’attenzione generale il suo libro su Pietroburgo-Leningrado (Il mito di Pietroburgo, 1960). A questa città aveva già dedicato ampie parti dei tre volumi degli Artisti italiani in Russia (1927-1943). 

La caratteristica saliente dell’opera di Lo Gatto può forse essere ravvisata nel proposito di non omettere nulla, d’interpretare tutto, d’interessare tutti alla cultura russa, d’infondere la passione e il gusto di tutto ciò che fa parte della cultura di un paese che studiato in ogni aspetto, che ha visitato molte volte e che conosce meglio di tanti suoi compatrioti.

Sono particolarmente grandi e memorabili tutti i suoi meriti di traduttore dal russo. Sarebbe difficile elencare qui tutti i poeti russi, i prosatori, i drammaturghi, i giornalisti, gli scienziati ecc., che egli ha tradotto in italiano con rara precisione e sensibilità. Nel suo libro Narratori russi (1948) troviamo tradotti per la prima volta in italiano autori difficili per gli stranieri, quali Avvakum, Pisemskij, Saltykov-Ščedrin, Leskov, Prišvin. Nel 1958 egli ha dedicato un intero libro alla letteratura ucraina e bielorussa ed ha sempre manifestato interesse per molti scrittori dei popoli dell’URSS, che poteva leggere in russo. 

Ma nel corso di tutta la poliedrica attività di Lo Gatto una delle sue maggiori passioni è sempre stato il grande poeta russo Aleksandr Puškin. A lui è dedicato il maggior numero degli scritti di Lo Gatto. La sua traduzione dell’Evgenij Onegin uscì una prima volta a Milano nel 1937, poi a Torino nel 1958. Fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta Lo Gatto ha trasfuso la sua esperienza di traduzione di Puškin poeta e prosatore in due volumi, Tutte le opere in prosa e Tutte le opere poetiche, coi quali ha eretto al grande poeta russo un monumento colossale, straordinario per la perizia dell’esecuzione. Un altro coronamento di questo lavoro è stato un libro del 1960, che ha ricevuto un premio nazionale. Ci riferiamo a Puškin - Storia di un poeta e del suo eroe, che dà una sintesi di tutte le cognizioni e le indagini dello studio italiano sul poeta russo. 

La poliedrica opera creativa del professor Lo Gatto appartiene alla storia. […]”

(immagini tratte da: Ettore Lo Gatto pioniere della cultura slava in Italia: mostra bibliografica e documentaria, a cura di Diana La Gioia. Roma: Biblioteca Nazionale Centrale, 1980; testo tratto da: M. P. Alekseev, Al decano degli slavisti italiani, in Studi in onore di Ettore Lo Gatto, a cura di Antonella D'Amelia, Roma: Bulzoni, 1980, pp. XI-XIII)

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