"Un grande russista solitario. Così è stato definito Giorgio Maria Nicolai (1929-2013). Solitario perché il suo lavoro si è svolto tutto al di fuori delle istituzioni accademiche, perché per carattere non amava la luce dei riflettori. Eppure le sue opere, che toccano svariati campi di interesse, spaziando dalla lessicografia comparata alla paremiologia, dalla letteratura odeporica al Settecento russo, hanno lasciato un segno importante nella slavistica italiana, e non solo italiana, per l'originalità dell'approccio, l'acribia, la capacità divulgativa, l'eleganza dello stile. Sui suoi lavori si sono formate, e si formeranno ancora, generazioni di studenti. Una produzione, la sua, costante nel tempo, che comprende numerose monografie, articoli, traduzioni. Il frutto della "passione di una vita"."
[testo tratto dalla Premessa di Silvia Toscano e Rita Giuliani a La Russia sognata. Studi in memoria di Giorgio Maria Nicolai, a cura di Silvia Toscano. Roma: Lithos, 2014]

